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| ...... Sui traffici commerciali fra Oriente ed Occidente, nei secoli successivi Irkutsk fece la sua fortuna, ed ancora oggi, nell’architettura delle vie centrali che, non dimenticando un’altra pagina storica, portano il nome di Marx e Lenin, campeggiano le eleganti abitazioni dei mercanti. “La Parigi siberiana”, come veniva definita nell’800, conserva un fascino, che le viene dalla sua posizione sull’Angara’, con un magnifico, vissuto lungofiume, e poi dalle architetture lignee delle case tradizionali, riccamente decorate con elaborati intagli, da chiese e monasteri ortodossi, da grandiosi monumenti con cui celebra i personaggi legati alla sua storia (colpisce l’imponente statua dello zar Alessandro III, a cui si deve la Transiberiana, eretta di recente sulla passeggiata lungo il fiume, ma riproduzione di un originale del 1904). Come altre citta’ della Siberia, Irkutsk, a partire dal XVIII secolo fu poi luogo d’esilio, e a testimoniarlo ci sono le abitazioni, ora museo, dei nobili decabristi, il principe Sergej Trubeskoj e il conte Sergej Volkonskij, esiliati dalla capitale San Pietroburgo dopo la rivolta del 1825; insieme ai loro sodali, in luoghi all’epoca sperduti, quasi irraggiungibili, questi uomini colti e generosi, seguiti dalle loro mogli, donne coraggiose, che per stare loro accanto rinunciarono ad ogni privilegio ed addirittura ai figli, portarono cultura, fondarono scuole, migliorarono l’agricoltura, curarono le persone, raccolsero preziose informazioni scientifiche sulla regione. E questo, dopo avere scontato la condanna ai lavori forzati nei pressi di Chita. I musei di Irkutsk narrano pagine della sua storia, da quello Regionale, situato in un bell’edificio in mattoni del 1870, in passato sede della Societa’ Geografica Siberiana, alla Galleria d’Arte, forse un po’ polverosa ma con un’interessante collezione di thangka, dipinti buddisti della Mongolia, e di opere che vanno fino all’Impressionismo russo. Una delle bellezze uniche e’ la Chiesa del Salvatore, edificata oltre 300 anni fa, prima che sorgesse la citta’ stessa, nella fortezza sull’Angara. La sua specificita’ e’ di essere la sola in Siberia ad avere bellissimi affreschi, che ne adornano l’esterno. Di fronte, affacciato sul lungofiume, si erge il complesso della cattedrale dell’Epifania, di recente restaurata, che spicca con le sue vivaci cromie. Un altro luogo sacro, significativo anche per la storia, e’ il Monastero Znamenskij, immerso in un giardino verde un po’ fuori dal centro. Risalente al 1762 ha interni affrescati, icone preziose ed un sarcofago dorato contenente le reliquie molto venerate, ritenute miracolose, di San Innokentij, il primo vescovo della Siberia Orientale. Dal 2004 all’esterno si trova la grande, controversa statua dell’Ammiraglio Kolcak, comandante dei Russi Bianchi durante la Rivoluzione, giustiziato dai Bolscevichi proprio in quel punto. Da Irkutsk si raggiunge il lago Baikal e sulle sue rive la pittoresca Listvianka. Lungo la strada una sosta affascinante racconta un’altra pagina della vita di questa regione, popolata da diverse etnie, le piu’ numerose delle quali sono Russi e Buriati. Il Museo d’Architettura e di Etnografia Talcy si sviluppa nel verde della lussureggiante vegetazione, dispiegando un ricco insieme di antiche architetture in legno, che ricostituiscono l’aspetto di un tipico villaggio di campagna, scuola e chiesa comprese. Non mancano neppure un fortino e le jurte in feltro, tradizionali abitazioni dei Buriati e, negli interni e nei cortili delle case, belle collezioni di oggetti, abiti, tradizionali strumenti da lavoro. Sulla strada delle bancarelle offrono delizioso street food, fra cui i buzy – ravioli, la specialita’ buriata, che poi a Ulan Ude avremo l’occasione non solo di gustare, ma anche di preparare noi stessi in una casa tipica, dove saremo invitati a conoscere le tradizioni di questo popolo, dalla cucina agli abiti, dai giochi fino al tiro con l’arco. Il primo contatto con il Baikal avviene nella vicina Listvianka, dove l’Angara’ esce dal lago ai piedi di uno sperone roccioso,detto Roccia dello Sciamano; il nome Listvianka deriva dalle foreste di larici intorno a questo villaggio tradizionale, dalle tipiche case in legno, considerato l’ingresso vero e proprio al “mare” della Siberia. Esso ha dunque sviluppato un’anima turistica e vivacissimo e’ il suo mercato, dove trovare innanzitutto una vasta scelta di pesce affumicato e secco, proveniente dalle acque cristalline del Baikal (il piu’ famoso e’ l’omul, il coregonus migratorius, una specie autoctona di salmonide dalla carne deliziosa), e poi moltissimi souvenir, tra cui monili in pietre dure, anche queste un unicum siberiano, quali la ciaroite violetta, la serafinite verde, e la nefrite della Buriazia. Le tappe precedenti: 1 - Come nacque la Transiberiana |
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